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curiosità
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La
"Crescentina", oggi comunemente chiamata
"Tigella", è una specialità
gastronomica dell'Appennino Modenese.
Oiginariamente si chiamavano
tigelle i piccoli dischi di terracotta tra
cui si cuocevano le crescentine.
Questi
dischi
(tigelle)
erano prodotti partendo da argille molto
pure, prelevate nei castagneti a notevole
profondità, miscelate con una
speciale terra refrattaria e impastate con
acqua.
I dischi venivano poi formati e cotti
nella cenere ardente
Le crescentine
(come ancora le chiamano a Pavullo nel
Frignano), venivano impastate con: farina
di grano, acqua, latte, lievito
(bicarbonato oppure il lievito per
pane).
Si lasciavano lievitare, dopodichè
si lavorava l'impasto formando piccole
schiacciate rotondeggianti di 10/15 cm di
diametro.
E ora il rito della
cottura:
si prelevava una "tigella" (disco di
terracotta) precedentemente scaldata nel
fuoco, con apposite molle e la si deponeva
in prossimità del focolare. Si
metteva sopra una "crescentina", poi una o
due foglie di castagno (essicate e tenute
in dispensa), poi un'altra tigella e
così via fino formare una specie di
torre, come si vede nella foto.
Attualmente
le "crescentine" montanare si chiamano
quasi ovunque tigelle e per lo più
vengono cotte sul fornello, nell'apposito
stampo (tigelliera), a quattro o
più incavi, ognuno dei quali
accoglie una tigella. Esistono anche
tigelliere elettriche.
Le tigelle si possono utilizzare al posto
del pane, ma generalmente si mangiano
farcite in vari modi, secondo i luoghi, le
tradizioni e i gusti: si tagliano in due
orizzontalmente e si farciscono con:
- pesto di lardo, aglio e rosmarino e poi
formaggio grattugiato
- affettati
- formaggi morbidi
- nutella
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LIBERAMENTE
TRATTO DA
http://www.zoccaonline.com/montanaro/index.htm
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